Giuseppe D'Oria

NON HA MOLTA IMPORTANZA CHI PARLA O CHI SCRIVE, SE TUTTI LO POSSIAMO SMASCHERARE."I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA HANNO AL LORO ATTIVO UN GRAN BENE, MA IL VOLUME DEL MALE CHE HANNO ROVESCIATO SULLE VARIE COMUNITA' UMANE DEVE ANCORA ESSERE PESATO".

Chi sono

Utente: giusedoria
Nome: GIUSEPPE D'ORIA
Ho insegnato discipline giuridiche ed economiche negli Istituti superiori e sono andato in pensione nel 2003 con più di trentacinque anni di servizio, compresi i quattro universitari. Non ho voluto rimanere sino al quarantesimo anno, sia per non trovarmi nella condizione di essere sbattuto fuori, sia per portare dentro di me il conforto di aver avuto la forza di lasciare la scena quando essa era ancora illuminata. Ora non guardo più il mondo con occhi vergini. Lo vedo inquadrato in una immensa varietà di costumi, istituzioni, modi pensare che mi spingono a rivisitare la storia del mio adattamento ai modelli e agli esempi offerti dalla tradizione della comunità in cui vivo. Anche per questo, ragionando e scrivendo, mi sforzo di analizzare fatti importanti che complicano la nostra vita. Se trovate nelle note qualche ostentazione di erudizione, lapidatemi. Oppure ditemi, ciò che potrebbe farmi anche più dispiacere, che sono diventato vecchio. Faccio il possibile perchè non me lo diciate e perchè facciate buon viso a quanto esprimo.

Categorie

1 maggio
abolizione di leggi
accesso di tribuna
adattamento opportunismo
affari umani
aiuto a linea amica
ambulatorio galatone
anonimi o vigliacchi
ansia ed eccitazione
antisemitismo
arte musardo
artisti in mostra
assoimprese galatone-nardo
astensionismo
atti senza criteri
avvio pug
azione amministrativa
azione politica galatonese
a da passadi gresta
“ l’uomo senza qualita’
banche e imprese
bentornato zoom
bisogni collettivi
bullismo e diritti del minore
campagne elettorali
capacita’ di libere scelte
cappella rurale
cara piazza
castello belmonte-pignatelli
città del galateo
città e ordine pubblico
città in crisi
co-pianificazione pug
comitati
comunicazione tra culture divers
condizione anziana
conflitti senza cambiamento
consiglio on line
consigli comunali
consorzio sviluppo industriale
coscienza ecologica
crescita economica
criminalità
cultura-adattamento e creativit
curiosità dellaltro secolo
davanti ai tribunali
da fernando maglio
da un commento
declino
decreto gelmini
democrazia malata
democrazia nei partiti
de profundis
difesa istituzioni democratiche
discarica ed esposto
disoccupati e cassaintegrati
disoccupazione ed emigrazione
disordine assoluto
distretti produttivi turismo
di chi è il bilancio
donne in politica e liste
economia dai rifiuti
economia globalizzata
economia malata
economia reale
economico ed etico-politico
economista monco
elezioni europee
elk
encicliche e passioni umane
eolo
esercizio di potere
esigenza della verità
evasione e paradisi fiscali
fallimento laici
fame nel mondo
federalismo e fiscalità
festa repubblica
finanziaria e bilancio
flussi migratori
fondazione di partecipazione
formazione permanente
fratelli nella tragedia
fulcignano
funzioni sociali
fuori dal mercato
futuro politico
g-8 - sfida planetaria -
g20 “legal standard”
g7- nuove regole-
galatone
galatone e la sua antichissima s
gemellaggio galatone
generazioni
ghb e nuove droghe
giovani talenti del sud
giovanni papuli
gli ingredienti dello sviluppo
globalizzazione ottimisti- pessi
governabilita’ e costituzione
governi multilaterali
grotta cappuccini
guai su guai
il comune ed il turismo
il giorno della memoria
il linguaggio
il peggio e’ passato
il portavoce ed il consigliere
il professore e sua funzione
il segretario comunale e azione
il sindaco e il portavoce
immigrazione
impegno della chiesa
incontro del 10/11/2009
indicazione errata
infermiere
informazione e comunicazione
informazione e tecnologia
informazione imbavagliata
inquinamento
intercettazioni telefoniche
interessi e stato di diritto
intervento attivo cittadini
inviti e preparativi superficial
irritazione politica
istinto di conoscere
istituti di democrazia diretta
i fallimenti del sud
i fondamenti di un partito
kabul
lavoratori precari
lavori socialmente utili
lazarus
lazarus… continua
lazarus risorto
la “polis”
la citta’ del galateo gia’ e
la civiltà dei rifiuti
la condizione giovanile
la critica
la promozione dello sviluppo
la questione legalità
la vita sul web
leadership formale ed informale
legame tra presente e passato
le istituzioni per i diritti uma
le politiche di privatizzazione
le poverta’ di oggi
le strisce blu e gli striscianti
le tasse e i salari
linguaggio universale musica
link
lobby multinazionali
lodo alfano illegittimo
longevità
maggioranza contraria
malcontento lsu
mancano i fatti
manifesto razzista
mani sulla cultura
manovra monetaria bce
matrimonio-impotenza-
merito e concorrenza
mezzogiorno
mezzogiorno in allarme
militari
minoranze attive o inerti
minoranze e maggioranze
miserere per galatone
modelli di programmazione
non cè
nuova amministrazione-un anno-
nuova cultura
opacità sociale
organizzazioni volontarie
palazzo marchesale
partecipapug farsa
paure planetarie
per fulcignano
pile scariche
pirateria somala
politica di questi giorni
politica ed amministrazione
politica e cultura
politica monetaria
politiche culturali
potere invisibile
poteri dello stato
problema politico
problemi di democrazia
processi culturali
processo breve
processo educativo
produttività ed occupazione
promozioni culturali
prospettive pol-amm
protocollo viminale piccoli comu
pug e sviluppo
quando non cè
raccolta differenziata
rasoio e tarassaco
realismo politico
realtà del mercato globale
reazioni del vaticano
referendum su porcellum
religione e democrazia
responsabilità intellettuali
reti civiche e collegamento inte
ricreative e sportive
riforma della giustizia
rinascita del paese
risparmio energetico
risultati di un partito
rovesciare il 68 o 68 al futuro
ruolo consiglio comunale
salari e produttività
scuole occupate
senza lavoro
sindaco sbugiardato
studenti in debito
sviluppo e crescita
tabella marcia pug
tace il labbro
taglio ai parlamentari
talento e creatività
talsi
tariffa rifiuti urbani
testamento biologico
test di dialetto
tradizione e cambiamento
trattato lisbona
tribuna galatea
tribuna galatea 2
turismo e territorio
turismo responsabile
tutela diritto ambiente
tutti e sempre scolari
tv e scenografie politiche
una superiore giustizia
unione mediterraneo
un problema demografico
uomini e partiti
usa e ue
vecchia
vero o falso
vespa grande valore
vigile aggredito
villaggio s rita storia infinita
vita di coppia e famiglia
vivo ricordo
volontà di riforme
zona industriale 1 o bis
zoom su galatone

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 27 novembre 2008

PER FULCIGNANO

                                

Le opinioni sulla storia del Castello di Fulcignano, non sono proprio in sintonia. Infatti nella trasmissione del 19 u.s. il prof. Vittorio Zacchino, quale storico e ricercatore di documenti archivistici, con una nota, “Mistero della cinta muraria”, ha concluso che si trattava di una casa per viandanti o, come si evince dalla medievista Gina Fasoli, un recinto fortificato per il ricovero di animali e merci. Di posto fortificato e non di castello si tratta anche a giudizio del prof. Felice Moro, studioso di antropologia culturale. Per l’arch. Giuseppe Resta che ha tracciato un’ampia e approfondita analisi, documentata anche da studiosi universitari ed in particolare dal prof. Paul Arthur,  ci troviamo di fronte ai ruderi di un vero e proprio Castello, di foggia sveva con una cinta quadrilatera fortificata che ancora oggi si può vedere, di datazione ascrivibile tra l’ XII e il XIV secolo. Il Casale di Fulcignano, difeso e dominato dal fortilizio, è completamente scomparso e le ipotesi sull’origine del Casale si perdono in fantasie mai accertate; l’effettiva localizzazione dell’abitato è stata fonte di congetture e supposizioni. Ora oggi, più di ieri, comincia a diventare impellente occuparsene seriamente a livello culturale locale ed amministrativo, per chiarire alcuni aspetti di questo immenso patrimonio se si considera che nessun essere umano può prescindere da modelli culturali preesistenti ed anche perché è inconcepibile l’idea che una società, in un punto qualsiasi della sua storia, possa emanciparsi dalla sua cultura passata. Abbiamo allora una storia del “Castello”, in parte ancora, senza documenti? E storie senza documenti sono tutte quelle che si possono leggere senza conoscere i pensieri, i sentimenti di gente che li agitarono e che ci ha preceduto; perciò non ne comprenderemo e ne penetreremo mai l’intimo spirito sia per difetto di conoscenze complementari, sia forse per nostra momentanea distrazione. Questo dispiace perché mancherebbero oggi in noi alcuni elementi costitutivi del nostro passato. Le narrazioni e i ragionamenti che ci vengono dati potrebbero rappresentare un complesso di parole o formule non proprio significative per comprendere bene le nostre radici?

Su di un fatto, però, penso si possa essere tutti d’accordo. La volontà, oltre la storia vera, inventata o approssimativa, di recuperare questo monumento e destinarlo, come bene pubblico, alla intera collettività per recare ordine e onore ad una parte della realtà a cui vogliamo attribuire un significato culturale degno di essere conosciuto trovando, alla fine, il modo per salvarlo.

 

 

EFFICIENZA AMMINISTRATIVA
Nuovo "Motto":
Entro 15 (quindici) giorni !!!!

www.bachecadigalatone.splinder.com
postato da: vitobaglivo alle ore 09:24 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 25 novembre 2008

SVILUPPO E CRESCITA

                                              

Nei sentieri nascosti di questa nostra modernità, trovano posto molti interrogativi e tra questi le forme di produzione economica che attraversano gli Stati travalicandone il carattere nazionale, non solo sotto l’aspetto accaparratore e apache del capitalismo ma soprattutto sotto l’aspetto di maggior rottura e conflitto tra ragioni diverse intorno all’uso delle risorse. Infatti il più delle volte i termini sviluppo e crescita vengono usati come sinonimi ma, a ben riflettere, non sono poi la stessa cosa. Per crescita si dovrebbe intendere la dimensione quantitativa dei risultati di un sistema economico, misurati attraverso alcuni indicatori, quali produzione o reddito; mentre per sviluppo dovrebbe intendersi un riferimento anche ad elementi di tipo qualitativo, quali la distribuzione del reddito, la distribuzione dei consumi ed anche altri aspetti, non strettamente economici, come la risposta a bisogni del tipo, istruzione e sanità. Se allora si fa riferimento al valore della produzione espressa in termini reali e non correnti, con riferimento cioè alle quantità di beni e servizi prodotti e non ai valori monetari, quali effetti riteniamo di aver raggiunto? Penso che non si possa più dubitare sul fatto che maggiore disponibilità di beni equivalga in ogni caso a migliori condizioni di vita che farebbe emergere la necessità di avere una diversa sensibilità per la qualità dei prodotti e per la loro distribuzione. Diventa necessario perciò considerare quali beni sono prodotti e che non è la stessa cosa, pertanto, accrescere la produzione di beni alimentari e quella di beni superflui. Una misura quantitativa della crescita della produzione non ci dice nulla su quali beni si produce, sulla loro rispondenza alle esigenze effettive della popolazione. Il processo di sviluppo può significare poi aumento di ricchezza solo per alcuni soggetti o tra alcune aree territoriali di una zona del paese; accade pure, ormai troppo spesso, che la crescita di un tipo di reddito avvenga a scapito di altri ove, al contrario, potrebbero crescere i salari, pur rimanendo costante il reddito complessivo, diminuendo la quota che va ai profitti. Una ripartizione, quindi, del reddito complessivo tra le diverse tipologie e tra le categorie di soggetti economici per una più equa distribuzione dei beni e della ricchezza, è l’altro aspetto importante per valutare la condizione di benessere di una collettività nel cui interno occupa molto spazio un ceto medio, sicuramente diversificato, ma sostanzialmente all’unisono per ciò che riguarda la domanda politica di intervento ad incrementare il suo livello di sviluppo. Di di tutto ciò, in un momento grave di depressione, i nostri rappresentanti, ad ogni livello, persistono a non volerne tener conto. Ma sino a quando?

sabato, 22 novembre 2008

" ZOOM " SU GALATONE

                                               

 

Cinque articoli di un solo foglio di “ZOOM”, uscito oggi per la prima volta, costituiscono l’inizio di informazioni da dare al cittadino di Galatone che da tempo, in forma scritta, ne è digiuno. Anche se il rapido sviluppo della tecnologia elettronica ha prodotto radicali trasformazioni nelle strutture e nei processi di comunicazione, ciononostante lo stimolo di un prodotto giornalistico, qualunque esso sia, che non ha peraltro interesse in settori economici, può rispettare gusti, trasformazioni di un pubblico anche vasto. Il nuovo foglio potrebbe rappresentare anche uno strumento di pressione, rispetto alla attuale situazione, per spronare a riflettere su alcuni fatti taciuti e frutto spesso di scelte inopinate ed interessate. Leggendo gli articoli di “ZOOM”, senza per questo voler creare aderenze alla linea politica redazionale, ai fini e ai valori del gruppo promotore, è da segnalare un’interazione tra diverse opinioni e gli eventi di atti amministrativi che riguardano ed interessano la cittadinanza la quale, conoscendo di più, non potrà essere manipolata, con minore possibilità  di alterare, deformare, occultare le notizie da chi potrebbe aspirare a quest’ultima finalità. Bello però sarebbe se tra le comunicazioni che si danno vi fosse pure l’opportunità di una guida delle opinioni, per rafforzare la comunicazione persuasoria per atteggiamenti e decisioni da modificare, rispetto ad un agire precedente, con relative e proprie conversioni. Il messaggio comunque c’è e, pur senza espediente grafico, di immagini,  denota una connotazione legata ad un ambito culturale e di conoscenza valido per evidenziare non rumore ma elementi delicati di alcuni momenti del processo comunicativo. Auguro che la sola pagina, quale primo numero, i titoli, le soluzioni grafiche, lo spazio occupato, siano tutti elementi che concorrano a suscitare l’attenzione del lettore e a definire i singoli contenuti offerti, evidenziandone il senso generale e le informazioni essenziali, suggerendo un significato, suscitando emozioni, aggiungendo commenti espliciti o impliciti.

OGGI IN EDICOLA

Logo--giornale1
NUMERO 1 - NOVEMBRE 2008

A DISTRIBUZIONE GRATUITA
E TIRATURA LIMITATA

postato da: vitobaglivo alle ore 08:16 | link | commenti (1)
categorie:
giovedì, 20 novembre 2008

FULCIGNANO

                                                      

Ancora un volta Fulcignano, una tra le tante testimonianze del Medioevo salentino, è stato rimembrato con dovizia di argomenti, nella trasmissione di ieri per la rubrica “immitis quia tolleravi” alla presenza di due concittadini: il prof. Felice Moro, studioso di antropologia culturale, e prof. Vittorio Zacchino, noto storico. Sul castello si narrano molti avvenimenti e il corso preciso degli eventi non risulta essere molto chiaro per cui Moro ha insistito nel porre in rilievo, secondo i suoi studi, che non si tratterebbe di castello ma di una “fortezza” per mettere al riparo merci; probabilmente un “Caravanserraglio”, luogo cioè, con un ampio cortile e porticato idoneo per le soste delle carovane, legato alle usanze del Vicino Oriente. Cosa che potrebbe forse risultare meno misteriosa se si potesse approfondire con accurate indagini archeologiche, scavando e analizzando i resti di superficie nei dintorni.

 Incombe ancora oggi sul monumento, dichiarato di interesse nazionale con D.M. 611/1967, una proprietà privata che potrebbe essere trasferita alla Pubblica amministrazione che così non si lascerebbe sfuggire un bene storico. La soddisfazione sarebbe generale e si potrebbe risolvere una annosa e complicata vicenda se si considera che l’ultimo sopralluogo, per la proposizione di un progetto che non ha poi avuto alcun seguito, risale a ben oltre dieci anni.

La tutela delle cose d’interesse artistico e storico, dei beni culturali, storici e paesaggistici, comunque, è stabilita da leggi e regolamenti. Gli organi preposti alla tutela ed alla cura dei beni spesso nicchiano, non attivandosi, e non riescono a lavorare di concerto. Intanto, e nell’attesa di un acquisto definitivo da parte dell’Amministrazione di Galatone, i cui tempi non saranno sicuramente brevi, si potrebbe pensare ad un investimento immediato, di concerto con i proprietari, per la promozione di attività culturali ai fini di valorizzazione le bellezze del nostro territorio. Si potrebbe intervenire anche ricevendo contributi economici finalizzati, dopo adeguata manutenzione, alla promozione di attività di vario genere compatibili con il luogo. Anche i proprietari  potrebbero avere un legittimo interesse ad essere favoriti dalla relativa pubblicità , ricevendone prestigio, piuttosto che lasciare le cose in stato di totale abbandono. Si spera che ciò possa avvenire quanto prima per salvare un patrimonio che sinora è rimasto desolatamente isolato. Questo “gigante di pietra”, così come è stato efficacemente definito, resterà coperto da virgulti e sterpaglie o potrà diventare patrimonio di tutti anche per un turismo culturale?

 

 

martedì, 18 novembre 2008

PUG:
INFORMAZIONE MANCANTE
CON  “IL PICCOLO PRINCIPE”

www.bachecadigalatone.splinder.com
postato da: vitobaglivo alle ore 19:30 | link | commenti
categorie:

CO-PIANIFICAZIONE PUG

                            

Si viene e si vuole portare a conoscenza con soddisfazione che, dopo le prime due riunioni di presentazione del PUG, di carattere promozionale e pubblicitario, si entra ora nel vivo della problematica con verbali ufficiali e concludenti che non potranno essere carta senza significato. Il 17 u.s. presso l’assessorato all’Urbanistica della Regione Puglia , si è dato inizio, come per legge, all’iter di formazione degli strumenti di pianificazione territoriale. Hanno partecipato le Autorità competenti invitate; ma la cosa che fa più piacere è stata la presenza di una delegazione di Galatone, appartenente ad un più generale Pubblico interessato, per favorire le proposte di soggetti accreditati come  “A Levante” rivista, “il Piccolo Principe”, “A Levante” associazione e per stabilire le modalità con cui si potranno mettere a disposizione della Città il proprio patrimonio di dati e conoscenze. Fa piacere questo primo atto anche in considerazione del fatto che più volte si era fatto riferimento ad un comitato spontaneo di cittadini, con l’intento di elaborare proposte ma anche controllare le scelte implicanti conseguenze avulse dalla realtà ed interessate per fini speculativi, che la stessa Associazione “A Levante” per un conforto ed un confronto non vuole escludere, salvo poi a diventare portavoce di ciò che sarà in grado di recepire. Un modo di procedere, perciò,  in linea con le nostre osservazioni le cui conseguenze, in sintonia con altro e diverso libero sentire, stanno producendo l’effetto desiderato di cogliere ogni occasione per attuare le più adeguate procedure partecipative attraverso la discussione e le proposte con l’influenza di saperi e conoscenze che inducano a far rispettare l’utilizzazione del territorio, la qualità dell’ambiente. Far capire anche e soprattutto che le vere responsabilità assunte verso la società o il benessere collettivo, sono un bisogno elementare da cui non si può prescindere. I soci dell’Associazione “A Levante” - spazi per la ricerca, l’arte, la memoria, il territorio - hanno in animo di dare il proprio contributo e concorrere a risolvere le questioni inerenti il valore della civiltà e dei suoi singoli contenuti.

L’Amministrazione comunale, di fronte a questi contributi, si spera propedeutici anche ad altri appartenenti ad Associazioni legalmente costituite, sperando pure nell’apporto spontaneo di portatori di interessi abilitati, non può che essere soddisfatta per la possibilità  di ricevere concreta collaborazione e condivisione per responsabilità inerenti scelte e previsioni dello sviluppo del proprio territorio.

 

lunedì, 17 novembre 2008

INIZIATO UFFICIALMENTE
OGGI 17 NOVEMBRE 2008
L'ITER PER LA FORMAZIONE
DEL PIANO URBANISTICO GENERALE
DELLA CITTA' DI GALATONE

www.bachecadigalatone.splinder.com
postato da: vitobaglivo alle ore 17:27 | link | commenti
categorie:

CONDUZIONE DEGLI “AFFARI” UMANI

                                                             

Gli Stati attraversano una pericolosa fase di confusione ed indeterminatezza che, pur tuttavia, potrebbe comportare intese ampie. La necessità sempre maggiore di addivenire a qualcosa in comune a livello mondiale potrebbe essere un’altra spinta verso l’unità e la globalizzazione e, a beneficio di tutti, dovrebbe attutire il problema della fame, assicurare la protezione e lo sviluppo dei diritti umani, la salvaguardia dell’ambiente affermando, in tutti i posti di lavoro, adeguati parametri sociali. Ma se gli Stati, i governi insieme con le multinazionali ed istituzioni finanziarie non saranno sottoposti ad un effettivo controllo etico, con un’Organizzazione delle Nazioni Unite rafforzata e organizzata in modo diverso e più proficuo rispetto all’attuale, questo non potrà verificarsi. Anche un’attenta società civile, con la moltiplicazione di organizzazioni e reti non abilitate a governare ma a suggerire, nonché le iniziative in tutto il mondo a favore dei popoli più bisognosi, dovrebbero essere più determinate e, ciascuno, spinto soltanto dal “proprio egoismo”, come sinora è stato, dovrebbe capire che, continuando di questo passo, non accontentandosi solo della buona azione quotidiana, prima o poi,  potrà avere un risultato negativo per se stesso in quanto i processi di cambiamento diventerebbero sempre più lenti non potendo evitare l'aumento della pressione dei problemi globali che ricadrebbero, a pioggia, sugli abitanti della Terra, amplificando in intensità i problemi personali.

La dimensione dei problemi su scala mondiale richiede risposte universali come ogni cellula che appartiene all’organismo e continua a vivere solo se la sua resistenza alla vita è in sintonia con l’intero corpo e viceversa. Nel campo dei diritti umani vi sono tentativi che spingono a saldare i vari livelli istituzionali e, come conseguenza, la dignità della persona e la soggettività giuridica originaria delle persone e dei popoli dovrebbe essere riconosciuta ad ogni livello. Fra noi occidentali, fortunatamente ubicati nelle zone della terra più evolute ma con un’economia che non dà più sicurezza e non crea più nuovi posti di lavoro, una domanda comincia ad essere insistente: “Che senso ha, oggi, il parlare di denaro? Per chi passa il tempo giocando a monopoli con soldi veri, cioè, multinazionali, lobbie, trust, mafie, centri occulti e così via, il denaro è potere e arma di condizionamento; un giorno comprano dollari, dopo marchi, yen, i capitali vengono trasferiti a piacimento, ma dove conviene di più, per poi in un'altra ora trasferire le industrie nei paesi in via di sviluppo ove la manodopera può essere sfruttata, sfuggendo così alle normative sulla sicurezza e sulla salvaguardia dell’ambiente. Il guadagno si basa sulle speculazioni di borsa, sui cambi, sulle materie prime, sui prodotti agricoli, sullo sfruttamento della forza lavoro e così la moneta è, e resta, solo cartacea, di nessun valore intrinseco. Chi non possiede ricchezze conta niente, perché per essere bisogna possedere ad ogni costo, e si guarda con ammirazione chi emerge come che sia,  chi sa giocare in borsa, e persino chi evade il fisco, o chi approfitta, in modo più o meno palese, del prossimo. Le leggi nazionali e internazionali sanciscono la legalità delle speculazioni, arrivando agli estremi, come in Italia, dove le ultime finanziarie contano molto sulle lotterie per rimediare al deficit pubblico. In questa logica, è da orbi non vedere tanti elementi destabilizzanti che hanno come conseguenza la continua spinta verso il consumismo, ad avere più del necessario con una volontà che resta in eterno insoddisfatta. Gli utili non vengono, quasi mai, investiti per nuovi posti di lavoro, ma in modo tale da sostituire la forza umana, limitando così i costi di produzione e aumentando di conseguenza il lucro, con sempre maggiore e progressiva riduzione dell’occupazione. Il denaro, inteso come profitto è inseguito senza sosta e senza considerare la qualità della vita. Pertanto è necessario impostare un nuovo ordine economico. Le speculazioni sui cambi, in Borsa, sulle materie prime, sulle fonti energetiche, corrette dal punto di vista legale, sono perfettamente scorrette dal punto di vista etico e dell’equa distribuzione della ricchezza. L’instabilità, la eccessiva frammentazione dei sistemi economici e finanziari mondiali o cambierà - con un necessaria intesa internazionale fra i diversi paesi, con altri patti, perché sia possibile rendere efficiente un nuovo stato sociale, con una rete di protezione dei più deboli, con un governo mondiale dell’economia-  o si arriverà, come nel corpo umano, allorquando i diversi vitali organi non funzionano, al collasso finale.

 

sabato, 15 novembre 2008

 ricevo e pubblico

COMUNICATO STAMPA

 

GENIO GALATEO 2008 – Premio dedicato ai neolaureati

Nasce a Galatone un riconoscimento ai percorsi formativi di Laurea

 

Galatone, novembre 2008 -  Il Genio Galateo è un riconoscimento al merito che, a partire da quest’anno, nell’ambito di una partecipata cerimonia, l’Archidea Onlus assegna ai neolaureati nati e/o residenti nella cittadina di Galatone.

 

L’iniziativa nasce con lo scopo di segnalare ed incoraggiare i giovani neolaureati che, maggiormente si sono distinti nel loro corso di studi, non tralasciando studi e ricerche di particolare rilevanza.

 

“La competitività“, spiega l’Avv. Tonio Papa, Presidente dell’Archidea Onlus,”è oggi una necessità imprescindibile per la nostra società, e la qualità delle nostre risorse umane, intesa come bagaglio di conoscenze, di competenze e di creatività, è sicuramente un fattore importante per poter competere. Ai Laureati Galatei, offriamo un semplice riconoscimento ed un sentito ringraziamento per essere parte  fondamentale di quel patrimonio umano su cui il nostro Paese può e deve scommettere per il proprio futuro”.

 

L’evento, patrocinato dall’Amministrazione Comunale della Città di Galatone, vede il coinvolgimento di altri attori della socialità Galatea: Il Circolo Cittadino, L’Unione Commercianti, l’AssoImprese, la ProLoco, la Società Operaia, il Centro Studi Galatana.

 

I curricula e le tesi dei premiati saranno resi disponibili agli enti e alle aziende che ne facciano richiesta ad Archidea Onlus; saranno anche oggetto, nel corso dell’anno successivo, di Giornate di Arricchimento Culturale, quale momento in cui i premiati saranno chiamati a discutere la loro tesi di laurea in pubblico.

 

Già a partire dall’edizione del 2009, il progetto prevede la creazione di un apposito Fondo Genio Galateo, attraverso il quale sarà istituita una Borsa di Studio in denaro per la partecipazione a percorsi di formazione specialistica per i candidati.

 

L’appuntamento è quindi fissato per il 30 dicembre 2008 alle ore 19,00 presso il Circolo Cittadino “Il Galateo”, a Galatone in Piazza Costadura.

 

Le candidature per il Genio Galateo 2008 possono essere inoltrate entro il 15 dicembre 2008 dai laureati degli anni 2007 e 2008 compilando l’apposito modulo disponibile sul sito internet dell’Archidea Onlus all’indirizzo www.archideaonlus.org.

 

 

 

ARCHIDEA Onlus

Via XX settembre 78 – Galatone (LE)

www.archideaonlus.org

geniogalateo@archideaonlus.org

333.8373100 – 328.1204285

 

postato da: giusedoria alle ore 09:38 | link | commenti
categorie:
venerdì, 14 novembre 2008

GLOBALIZZAZIONE: OTTIMISTI- PESSIMISTI

                                

Gli ottimisti, come Wolfgang Sachs, ritenevano che la globalizzazione avrebbe portato ad una radicale redistribuzione del potere economico su scala mondiale attenuando il divario fra economie ricche e povere mentre i pessimisti, come Noam Chomsky, sostenevano che sarebbe stata la causa del tramonto della democrazia, squassata da confusioni del capitale finanziario con pochi effetti di movimenti di capitali corrispondenti a scambio di beni e servizi e, al contrario, con tutto il resto composto da circolazione di carattere finanziario; miliardi di dollari si sarebbero mossi da una parte all’altra del pianeta alla ricerca del profitto speculativo con effetti destabilizzanti.

Globalizzazione è parola che viene ripetuta con insistenza fra tutti gli abitanti del globo, nel bene o nel male. E’ una forza che porta enormi vantaggi ad alcuni, mentre a tante altre persone causa un peggioramento delle condizioni di vita e molti svantaggi. Essa suscita tensioni  provocando cambiamenti stravolgenti. Ma questo “demone angelico” che cosa ha portato di veramente nuovo nella nostra società?
La globalizzazione prende l’avvio dal fatto che, per la prima volta nella storia, l’economia di mercato e il sistema di divisione del lavoro capitalistico hanno assunto dimensioni mondiali; questo conduce le grandi aziende a fuoriuscire dai propri confini statali e a trasferire lavoro e stabilimenti dove più le condizioni politico-economiche sono più favorevoli, provocando un’intensificazione degli scambi commerciali a livello globale, con la relativa diffusione ed intensificazione di un enorme libero-scambio; inoltre le multinazionali, sia economiche che politiche, hanno assunto crescente importanza, a scapito dello Stato-nazione, che, invece  perde ogni giorno più poteri.
Tutto questo comporta radicalizzazione dello sviluppo industriale e sfruttamento delle risorse ambientali in modo massiccio, e crea problemi ecologici a livello planetario. Dal punto di vista culturale, la maggiore circolazione delle informazioni grazie allo straordinario sviluppo tecnologico dei media è causa, in molte regioni del mondo, della perdita del concetto di identità locale, a favore di una ‘glocalizzazione’, che inventata da Robertson è intesa come il mix di “globalizzazione” e “localizzazione”, cioè l’incontro o lo scontro di culture locali, ridefinite nei loro contenuti e comprese, attraverso i media, nella loro unità globale.
 Qualche effetto positivo lo si può trovare in alcune economie deboli che sono rafforzate con la riduzione dell’isolamento dei paesi più poveri e con aiuti forniti dall’estero e dalle organizzazioni internazionali che portano benefici, fanno aumentare l’alfabetizzazione e limitano la diffusione di molte malattie con migliorie anche in agricoltura. Ciononostante la povertà globale è aumentata e la strada da percorrere per la crescita delle condizioni di vita dei paesi in via di sviluppo è ancora in fieri.
 Forse una maggior responsabilità da parte di tutti i cittadini del mondo grazie al miglioramento delle tecnologie di comunicazione, anche a basso costo, così come i danni ecologici, causati dallo sfruttamento massiccio delle risorse naturali, può creare spontaneamente movimenti di protesta, creando messaggi in grado di raggiungere dimensioni globali, coinvolgendo persone da tutto il mondo, anche se lontane fisicamente dalle realtà più disparate; ma come sostiene Noam Chomsky «
La rapidità con cui una notizia viene fornita dà l'illusione di vivere al centro degli avvenimenti, ma significa soltanto che siamo sottoposti a una propaganda ancora più intensa. Quando gli avvenimenti sono istantanei e appassionanti, ci lasciamo trascinare dal loro flusso. Secondo me la superficialità, non la rapidità, incide sulla percezione del presente. Ma si fa di tutto per cancellare ogni memoria.» Chomsky molto meglio del Sachs ha visto giusto; resta il più attuale anche se avremmo preferito la differente tesi.

 

 

 

 

 

 

 

giovedì, 13 novembre 2008

LA RICONOSCETE ?
CHE TRISTE SORTE !!!
postato da: vitobaglivo alle ore 09:43 | link | commenti (3)
categorie:

INVITI E PREPARATIVI SUPERFICIALI

                                              

Non vi è piano strategico per lo sviluppo economico, sociale e culturale che non preveda, a giusta ragione, il contributo consapevole di idee ispiratrici con la partecipazione, l’aggregazione, la condivisione e la concertazione del capitale umano e sociale locale per il risultato della reciproca influenza nei processi di negoziazione e co-decisione. La rubrica di ieri, “Immitis quia toleravi”, ha riguardato proprio questo argomento, quale “leitmotiv” di ogni puntata, per riflettere sull’unione, il gioco di squadra necessari per convogliare un patrimonio umano costituito di conoscenze, abilità, competenze individuali e valori condivisi all’interno del contesto sociale locale ed anche sovra comunale tali che possano incidere in maniera efficace sulle aree di intervento. Ma si è anche dovuto rilevare come, purtroppo, di fronte ad argomenti molto seri come “Il contratto di quartiere” prima, ed oggi il “Pug” (piano urbanistico generale), pur avendo entrambi i progetti, nei rispettivi loro documenti, insito il concetto di apposite procedure da condividere con un più vasto pubblico, fondati su un robusto e articolato sistema di conoscenze circa la coerenza delle scelte strategiche, presenta, al contrario, molte carenze di strumentazione pattizia, di intese programmatiche, di relativi appuntamenti alla presenza di portatori di interessi diffusi per ascoltare, conoscere e poi deliberare. E’ indiscutibile che questi presupposti, senza modelli organizzativi nuovi e senza aperture partecipative e concertative, debbono essere subito rivisitati per la necessaria funzione di mediazione della Pubblica Amministrazione che sappia giocare l’importante ruolo di mettere in campo strategie di crescita della partecipazione, in modo particolare, presso quei gruppi che tendono a rimanere esclusi dalla gestione politico-amministrativa della comunità. Vi è nella futura strategia dell’uso del territorio, l’idea fondata, attraverso il sistema della perequazione urbanistica, di una giustizia distributiva. Una più equa distribuzione, cioè dei costi e dei benefici eventualmente derivanti dalle scelte di pianificazione urbanistica. Ma a che cosa è o sarà subordinata questa previsione, per ora non è dato di sapere. Continuando, pertanto, a procedere in modo sconveniente, con le maglie del potere che continuano a restare impenetrabili, condizionate da poteri forti o poteri occulti, si arriverà, prima o dopo, all’impotenza del potere politico con la conseguenza di una vera degenerazione; una serie di nuovi problemi  faranno avanzare un sempre maggiore desiderio di giustizia, di serietà e di responsabilità. L’ipocrisia, la demagogia, la disparità tra le parole e i comportamenti provocheranno, quasi certamente, confusione e disastri ambientali ed economici.

 

 

martedì, 11 novembre 2008

17 conti "segreti" di Marcegaglia
Nel mirino dei pm e del Fisco

www.bachecadigalatone.splinder.com
postato da: vitobaglivo alle ore 11:51 | link | commenti
categorie: