L’intuizione estetico – creativa, il pensiero, la tecnica educano spesso al sapere organico e fondato, trasmettendo e facendo comprendere il significato di varie opere in relazione alla vita umana.
Se si mettono assieme una concezione intellettuale, come contemplazione di una realtà ad essa preesistente, il mondo del sapere, il mondo economico, lo stesso mondo dell’arte, si ha un risultato di una capacità logico – operativa, intermediaria tra l’ideazione e le varie forme di realizzazione.
Questo ho notato, con intensa partecipazione, nel Castello di Acaya (Le) osservando “Le macchine di Leonardo da Vinci” nella collezione unica dell’artista Giuseppe Manisco che, istintivamente commentando l’armoniosità degli arnesi e delle armi, ti colpisce e desta ammirazione per la cura e la perfezione dei particolari nell’ordine e proporzioni. L’addestramento tecnico di Manisco è impregnato dello spirito creativo dell’arte e questo spirito lo realizza con intima e disciplinata ricchezza spirituale e non per pura emotività.
Anche nella manifestazione del V palio delle contrade 2009, ho notato come tecnica ed arte si sono integrate e completate in un processo educativo tra realizzazione personalistica e progresso di arricchimento della vita comunitaria. Il valore dell’uomo Manisco, collaborato dai suoi più intimi familiari e da tanti bravi volontari, è aumentato e si è spostato dalla sua personalità all’azione produttiva utile ed istruttiva alla comunità. Se questa concezione che ci mette in grado di reagire contro ogni forma di condizionamento e di alienazione, ancora presente nel nostro modo di vivere, ci spingesse a produrre, come Manisco, forse troveremmo tutti l’attività particolare che si adatta alle nostre capacità potenziali in un ambiente che vuole mettere in luce quanto ha, utilizzando anche, se non con piena raffinatezza, quanto ereditato.
Come ho già avuto modo di rilevare, ai Comuni, anche se in via non esclusiva, sono attribuite le funzioni amministrative in materia di promozione delle attività culturali, ricreative e sportive. Agli Enti locali, in quanto enti pubblici rappresentativi di interessi generali della comunità amministrata, deve, in linea di principio, essere riconosciuta la piena legittimazione a perseguire qualsiasi fine nell’interesse di tale comunità. Ad esempio una adeguata pianificazione e sviluppo che preveda un incremento delle organizzazioni per la promozione culturale, ricreativa e sportiva, destinatarie anche di una disciplina tributaria parzialmente vantaggiosa.
Abbiamo allora l’obbligo di osservare, cercando di capire, tutte le forme e gli stili di vita che socializzano, che aggregano, che surrogano gli insensibili poteri pubblici, nella produzione di beni essenziali che passerebbero dallo stato potenziale a costrutto sociale riconoscibile.