Riporto uno stralcio di un intervista fatta all'emerito Vescovo Antonio Rosario Mennonna, in occasione dei suoi cent'anni, da Biagio Valerio a Muro Lucano, ove ebbi occasione di presenziare e di ricevere una foto ricordo il 27 maggio 2006.
Come vede il futuro della Chiesa guidata da Benedetto XVI?
«Dopo il grande messaggio di apertura al mondo, la nostra Chiesa, sotto la guida di Benedetto XVI, sarà più riflessiva e attenta. Continuerà ad aprirsi al mondo, ma privilegiando le coscienze dei dialoganti».
Come vive il suo sacerdozio oggi? Come si svolge la sua giornata?
«Fisicamente preferisco non muovermi da casa; cerco comunque di camminare almeno per due chilometri al giorno. Con la mente e con il cuore attraverso le case della mia Muro e dell'amata diocesi di Nardò, benedicendo soprattutto gli anziani e i giovani a rischio. Dedico buona parte della mia giornata alla preghiera, compresa la celebrazione della Messa. Qualche volta impartisco anche il sacramento della Cresima. Data la mia debole vista, riesco a leggere solo i titoli grandi di Avvenire; qualche articolo mi viene letto da mio nipote. Ascolto ogni ora il radiogiornale e rimango indifferente alla televisione. Quando ricevo visite mi piace dialogare, quando sono solo tengo sveglia la mente recitando brani poetici, soprattutto della Divina Commedia; ripasso le declinazioni latine e greche; inseguo le immagini dei ricordi e collego gli eventi. E sono di buon appetito: poco ma ben saporito. È il caso di dire: corpus sanum in mente sana. Ma è la grazia del Signore, per intercessione della Madre Celeste, che mi protegge e mi lascia ancora su questa terra".
Oggi l'illustre Vescovo ci ha lasciati ma restano le opere della Sua missione pastorale e i Suoi premiati scritti. Da parte mia i sentimenti del più vivo, grato ricordo nei confronti di un uomo che è passato nella gloria del Cielo.
