Giuseppe D'Oria

NON HA MOLTA IMPORTANZA CHI PARLA O CHI SCRIVE, SE TUTTI LO POSSIAMO SMASCHERARE."I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA HANNO AL LORO ATTIVO UN GRAN BENE, MA IL VOLUME DEL MALE CHE HANNO ROVESCIATO SULLE VARIE COMUNITA' UMANE DEVE ANCORA ESSERE PESATO".

Chi sono

Utente: giusedoria
Nome: GIUSEPPE D'ORIA
Ho insegnato discipline giuridiche ed economiche negli Istituti superiori e sono andato in pensione nel 2003 con più di trentacinque anni di servizio, compresi i quattro universitari. Non ho voluto rimanere sino al quarantesimo anno, sia per non trovarmi nella condizione di essere sbattuto fuori, sia per portare dentro di me il conforto di aver avuto la forza di lasciare la scena quando essa era ancora illuminata. Ora non guardo più il mondo con occhi vergini. Lo vedo inquadrato in una immensa varietà di costumi, istituzioni, modi pensare che mi spingono a rivisitare la storia del mio adattamento ai modelli e agli esempi offerti dalla tradizione della comunità in cui vivo. Anche per questo, ragionando e scrivendo, mi sforzo di analizzare fatti importanti che complicano la nostra vita. Se trovate nelle note qualche ostentazione di erudizione, lapidatemi. Oppure ditemi, ciò che potrebbe farmi anche più dispiacere, che sono diventato vecchio. Faccio il possibile perchè non me lo diciate e perchè facciate buon viso a quanto esprimo.

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martedì, 21 aprile 2009

ANTISEMITISMO

Il sesto ed attuale presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, nella conferenza mondiale dell’ONU a Ginevra, “Durban 2” su razzismo, discriminazione, xenofobia ed intolleranza, ha sancito un odio contro Israele tale da far pensare ad un problema antichissimo che troviamo in Platone e Aristotele, e prima ancora in Socrate, che si domandavano se il “bene è insegnabile”. Qui, di fronte alla offensiva retorica del presidente iraniano, la domanda diventa se “il male è insegnabile”, è comunicabile; per noi affinchè non abbia a ripetersi in futuro, ma per Ahmadinejad  per esporre le sue tesi anti-israeliane, nella pretesa di decidere quali uomini o quali gruppi umani hanno il diritto di abitare la Terra e quali no. Un modo di fare sadismo, non in termini di patologia sessuale, bensì a livello psicologico - esistenziale per configurarsi come radicale negazione dell’altro da sé, come negazione al tempo stesso del principio sociale e del principio di realtà. Un modo, nella negazione del proprio simile, per realizzare la propria totale sovranità che potrebbe scatenare un furore  nella devastazione, distruzione e opera di morte. Sul piano della coesione degli Stati non si dovrebbe consentire di ascoltare, pur nel libero manifestarsi delle convinzioni e nel libero esprimersi delle idee e della fede religiosa, continua minaccia, purtroppo perdurante in Europa, e anacronistico riemergere di situazioni di intolleranza con riflessi conservatori che non sono, senza dubbio, giustificati. E’ innegabile il convincimento dell’importanza fondamentale, non solo per la dignità delle persone ma anche per la convivenza dei popoli, del dispiegarsi della libertà di pensiero, coscienza e religione, come ogni libero confronto di idee, di ogni libera creazione di attività artistica e culturale, di ogni sapere scientifico oltre gli angusti limiti delle frontiere nazionali, ma è similmente necessario insistere nell’affermare i principi di tolleranza e dialogo, sia all’interno dei singoli stati che nei rapporti degli Stati tra loro, perché si impongano come necessari alla convivenza non solo interna ma anche internazionale. Come diceva Niebuhr, sono le virtù dell’uomo a rendere la democrazia possibile, ma sono invece i suoi difetti a renderla necessaria per non far diventare le cose più irragionevoli di questo mondo come le più ragionevoli a causa della sregolatezza di alcuni uomini.