Giuseppe D'Oria

NON HA MOLTA IMPORTANZA CHI PARLA O CHI SCRIVE, SE TUTTI LO POSSIAMO SMASCHERARE."I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA HANNO AL LORO ATTIVO UN GRAN BENE, MA IL VOLUME DEL MALE CHE HANNO ROVESCIATO SULLE VARIE COMUNITA' UMANE DEVE ANCORA ESSERE PESATO".

Chi sono

Utente: giusedoria
Nome: GIUSEPPE D'ORIA
Ho insegnato discipline giuridiche ed economiche negli Istituti superiori e sono andato in pensione nel 2003 con più di trentacinque anni di servizio, compresi i quattro universitari. Non ho voluto rimanere sino al quarantesimo anno, sia per non trovarmi nella condizione di essere sbattuto fuori, sia per portare dentro di me il conforto di aver avuto la forza di lasciare la scena quando essa era ancora illuminata. Ora non guardo più il mondo con occhi vergini. Lo vedo inquadrato in una immensa varietà di costumi, istituzioni, modi pensare che mi spingono a rivisitare la storia del mio adattamento ai modelli e agli esempi offerti dalla tradizione della comunità in cui vivo. Anche per questo, ragionando e scrivendo, mi sforzo di analizzare fatti importanti che complicano la nostra vita. Se trovate nelle note qualche ostentazione di erudizione, lapidatemi. Oppure ditemi, ciò che potrebbe farmi anche più dispiacere, che sono diventato vecchio. Faccio il possibile perchè non me lo diciate e perchè facciate buon viso a quanto esprimo.

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mercoledì, 07 maggio 2008

L’ARTE DI VINCENZO MUSARDO

Musardo

Musardo II 

Musardo I

Le suggestive opere del nostro concittadino Musardo sono da ammirare non solo per arricchire le molteplici tradizioni del bello artistico, ma anche per la personalissima tecnica usata, al fine di stabilire ed apprezzare la qualità dei dipinti. Le opere, con reperti e figure complesse, sembrano frutto di frammenti di archeologia creativa che coinvolgono gradevolmente, tanto sono cariche di colore, luci ed ombre che, attraverso la sua perizia e con personalissima tecnica  fanno avvertire, nell’osservatore, una forte emotività. Musardo, servendosi di immagini struggenti ed aggressive, indica alla memoria, l’archeologia della nostra cultura, fedelmente ancorata alle radici greco-arcaiche, diventando portatore di civiltà mediterranee scomparse, facendo rimpatriare una cultura i cui lavori diventano, perciò, affascinanti. E in un mondo che ha perduto il senso di appartenenza a una cultura e non si basa su un sistema di valori, non è poco. Attraverso un attento esame delle opere, possiamo scoprire, in esse, una comune nota di fondo che si traduce in immagini di porzioni della Magna Grecia la cui antichità viene ricostruita per frammenti e schegge di una civiltà mediterranea, all’artista, cara ed intima. Ai visitatori della sua galleria d’arte, in Galatone, non può sfuggire la sensazione di trovarsi di fronte ad una fantasia creativa che non si esaurisce nella grazia di uno schema di maniera, sfruttato nelle sue varianti decorative, ma a temi pittorici con tematiche nobili, che non impedisce di vedere l’originalità con cui si coniuga l’antico con il presente  insieme con un’elaborazione, sia per i dipinti, sia per grafica su carta, di notevole livello stilistico.

Abbiamo l’onore di avere, nella nostra città, un maestro di tale livello; riconosciuto tale dall’editoriale Giorgio Mondadori, nel catalogo dell’arte moderna, “Gli artisti italiani del primo novecento ad oggi”, n.43, ove vengono espressi, da un Comitato critico del 2007, i giudizi relativi ad ogni singolo autore, classificandolo. Le sigle sono le seguenti: GM (grandi maestri), AIC (Alto interesse critico),IS (Artisti di interesse settoriale), SC (Particolare segnalazione critica). Vincenzo Musardo, classificato nel Catalogo degli artisti italiani, da un Comitato composto da Daniela Brignone, Paolo Lei, Lea Mattarella, Francesco Poli, viene incluso nella sigla AIC, cioè tra gli artisti di alto interesse critico. Quindi ha suscitato motivi di interesse ed attenzione tali, da uscire dall’anonimato ed assurgere a livello di artista di grande fama. E noi, qui a Galatone, quando avremo tangibile espressione delle sue opere, non avendo ancora consuetudine di rapporti artistici con lui? Lo scopriremo meglio post mortem, come è già accaduto con altri insigni nostri concittadini? Spetta a noi provvedere perché si possano scuotere interventi  in grado di utilizzare capacità ed opportunità per l’offerta di eventi culturali, economicamente accessibili, che diano e favoriscano episodi di socialità per una più evidente interconnessione degli ambiti di vita. Riuscire, in altre parole, a moltiplicare il novero dei soggetti che forniscano, con un disegno organico, senza incertezze e in termini di responsabilità, maggiore coinvolgimento, partecipazione, riconoscimenti dovuti. Non escluderei, anche qui, l’opportunità di valorizzare e riconoscere, doverosamente, un "capitale sociale locale" da cui si possono ottenere risorse essenziali per le regolazioni locali, senza le quali, il benessere, lo sviluppo, il prestigio di una comunità, con i pericoli sempre in agguato e le tentazioni di privatismo, sono impossibili.

postato da: giusedoria alle ore 16:12 | link | commenti (1)
categorie: arte musardo