La sesta puntata di “Immitis quia toleravi” su PUG e ASSOIMPRESE ha analizzato diverse problematiche ai fini di informare sempre più i cittadini, e ha messo in risalto come negli ultimi mesi si è notata una vivace ripresa dell’interesse per l’esame dei rapporti fra l’uomo e il territorio, stante pure il pericolo che rinomati politici e amministratori galatei, confrontandosi superficialmente, senza osservare e rilevare l’effettivo stato di fatto della situazione concreta dei luoghi, potrebbero, con la scusa di reali crescenti bisogni di produttività, assaltare la risorsa terra e mare e non preoccuparsi quindi dell’uomo nel più allargato campo sociale ed ambientale. Fa piacere, perciò, che le esigenze dell’ambiente imposte all’uomo, si stiano analizzando da molti attori che, responsabilmente, stanno organizzandosi per proporre, correttamente ed in conformità di legge, fissazione in termini quantitativi e qualitativi di caratteristiche dell’ambiente ritenute indispensabili per ora e nel prossimo futuro. Si vuole, agendo con anticipazione, evitare errori, sulla base di apprendimento pregresso, miscelando risorse e comportamenti con valutazioni di opportunità tra attori che mediano sul campo tra esigenze diverse, evitando che il ruolo sociale venga escluso da disattenti ed invadenti amministratori. Così che la tutela dei valori ambientali, storici e culturali che il territorio esprime, possa arricchirsi e affinarsi progressivamente grazie al contributo dei cittadini mediante il metodo della copianificazione per aprire ad obiettivi e strategie della comunità locale, oltre ad altri enti ed organismi, a vario livello, coinvolti pure nel governo del territorio. Questi risultati si vogliono raggiungere senza altra richiesta di relazione di ostilità, di mero incontro occasionale, né di scambio o di sfruttamento, per trovare, infine, un accordo produttivo su questioni di interesse comune.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’altro aspetto riguardante l’Organismo SISRI (Consorzio per lo sviluppo industriale e di servizi reali alle imprese) da cui Galatone è uscito con la necessità attuale di rivisitare le precedenti decisioni per ritornare a farne parte ancora, sulla base di elementi nuovi e qualificanti che emergono da un recente regolamento del Consorzio. Un tavolo di confronto per discutere con le autorità interessate per prevenire o far cessare situazioni incresciose e soprattutto dannose per una reale crescita produttiva della nostra Comunità è stato richiesto da ASSOIMPRESE Galatone-Nardò per il giorno 10 dicembre c.a. per analizzare la situazione attuale ed evitare il conseguente contenzioso che, se dovesse persistere, pur in presenza di intenzioni programmate di scelte dirette alla creazione di una “zona industriale bis” in alternativa al consorzio, potrebbe causare l’emarginazione delle categorie interessate da un contesto già avviato con danno enorme in termini di tempo perso e di dispendio di energie.
Il 13 marzo 2008 con un mio articolo su “Consorzio per lo sviluppo industriale”, dopo la delibera dell’Amministrazione di Galatone di uscire dall’Organismo SISRI (Consorzio per lo sviluppo industriale e di servizi reali alle imprese) della Provincia di Lecce, sostenevo che quella scelta poteva essere opportuna ma, nel contempo, poteva anche rappresentare “l’inizio di altre e più concrete esperienze operative”. Le esigenze individuate a recepire la “ratio” dei Piani Regionali di Sviluppo, per porre in primo piano l’obiettivo del potenziamento dell’apparato produttivo, venivano in molte situazioni a creare inadempienze con pochi contenuti e confuse modalità d’azione. Il debito della Sisri era, sino a poco tempo addietro, di 15milioni e mezzo di euro, comprensivi di compensi d’oro, speculazioni nelle compravendite di aree e pochi controlli sui servizi erogati. Il Consiglio di amministrazione si muoveva nella quasi indifferenza degli Enti- soci, quali Provincia e Comune di Lecce,
Di recente, però, il SISRI si è dotato di un nuovo regolamento per l’assegnazione di altri suoli con la previsione di potenziare e di introdurre elementi di innovazione attraverso un’adeguata ed organica offerta di servizi. Ora in conseguenza di nuove offerte alle imprese, di mutamenti tecnologici e di mercato che offrono maggiore incisività allo strumento consortile, attraverso la ridefinizione delle funzioni opportunamente modellate in base alle specifiche esigenze dell’apparato produttivo locale, si può avere nuovo stimolo e restare a far parte del Consorzio? Per tutto ciò, Assoimprese Galatone-Nardò ha richiesto un tavolo di confronto, presso la sala consiliare del Comune di Galatone per il giorno 10 dicembre 2008, al prefetto, al presidente della regione Puglia, al presidente della provincia di Lecce, al sindaco di Galatone, al presidente SISRI di Lecce, al presidente Confindustria di Lecce, al presidente Confartigianato di Lecce. Si vuole indurre il Consiglio Comunale di Galatone a rivisitare, revocandola, la precedente delibera di abbandono del Consorzio e, dopo quanto si è discusso nell’ultimo Consiglio Comunale del 26 Novembre u.s. con la determinazione di un rinvio della discussione del problema, a rivedere la proposta di delibera, non proprio lineare, di acquisto di altri suoli adiacenti alla zona industriale da destinare alla creazione di nuovi insediamenti produttivi.
Si riuscirà, con equilibrio e buon senso, ad incrementare responsabilmente l’attività del Consorzio, del Comune di Galatone che dovrà riconsiderare la posizione sinora presa sforzandosi di attuare una reale crescita produttiva in un momento di grave situazione economica?