Mi chiedevo venerdi 18 gennaio 2008, attraverso un articolo pubblicato sul mio blog, quale fosse la politica per gli anziani a Galatone. Oggi leggo, in un articolo del “Quotidiano di Lecce”, che due progetti sono stati avviati in favore della Terza età perché sia effettivamente utile e non emarginata: nonno vigile e servizio di trasporto gratuito per alcuni anziani.
Ora non è forse vero che l’essenzialità dei servizi, le prestazioni indispensabili, i valori ed i diritti tutelati sono concetti che abbisognano di una più puntuale e specifica individuazione tale da assicurare quel livello minimo indispensabile di certezza, in mancanza della quale si rischia di porre in essere un’occasione piuttosto che uno strumento valido di risoluzione dei problemi? Infatti, a mio modo di vedere, potendo sussistere una stretta interdipendenza o interconnessione tra il funzionamento di un servizio essenziale e quello di un altro servizio, che non presenti a prima vista un tale carattere, andrebbero ricercati spunti e suggerimenti preziosi per la individuazione di una equilibrata ed efficace soluzione dei nodi più importanti in vista di una adeguata tutela dei diritti nel rispetto di quegli altri diritti fondamentali della persona che la nostra Costituzione ha inteso ugualmente riconoscere e tutelare. Qui, invece l’estrema provvisorietà di quanto viene stabilito di volta in volta sotto l’incalzare di alcune spinte sociali estemporanee, il dubbio sulla adeguatezza se non proprio sulla legittimità delle istituzioni a disciplinare e controllare i fenomeni sociali, la costante massiccia presenza di azioni devianti, malgrado l’impiego nella lotta alle stesse di uomini e risorse, il senso di frustrazione che coglie spesso quanti cercano di vedere, di porre o di sostituire un minimo irriducibile per la convivenza civile, inducono a riflettere sul cammino del cittadino, nella sua attuale condizione, sul possibile futuro con l’ausilio di quanto le scienze umane sono in grado di offrire nel loro continuo progredire ponendosi pur sempre in discussione. Manca, insomma, come ho già avuto modo di scrivere, un disegno organico che comporta, come logica conseguenza, incertezza in termini di responsabilità, di oneri di finanziamento, di standard di offerta, di certificazione dei soggetti fornitori, di “bisogni” titolari di diritto all’assistenza, di procedure di produzione e distribuzione, di programmazione territoriale. Anche per quanto riguarda la “vocazione” delle organizzazioni del terzo settore e delle nuove professioni del sociale a produrre ed offrire politiche sociali – sebbene si possa presumere che esse, rispetto ai tradizionali apparati burocratici, siano in grado di offrire maggiore coinvolgimento, partecipazione, capacità d’ascolto – è molto evidente che occorrono delle verifiche. Non si può escludere il rischio che dietro di esse si nasconda una tradizionalissima forma di fare impresa o, al contrario, di dilettantismo, quand’anche animato dalle migliori intenzioni. Creare, invece, condizioni oggettive, requisiti d’ambiente, di ambiente di vita, tali da promuovere reazioni positive di equilibrio per l’anziano ma anche per giovani, disoccupati, invalidi, disadattati, significa pure garantire basi solide di legittimazione per offrire maggiore coinvolgimento e partecipazione.
Cambiamo tendenza, sviluppiamo programmi, di concerto, per costruire un tessuto sociale secondo un’idea di “qualità della vita” che alleggerisca e sostenga un intero sistema locale.