Avere Consigli comunali fortemente rappresentativi vuol dire assicurare lo svolgersi di una politica per la rigenerazione del tessuto democratico. La forza di una istituzione, infatti, non è data dalla quantità di atti e documenti di cui deve occuparsi ove, anzi, l’eccesso delle funzioni ne potrebbe debilitare il valore, ma dalla competenza di dare compimento ad una vera e propria missione che si regga sulla qualità delle decisioni. L’esperienza di questi anni con le sperimentazioni dell’innovazione istituzionale in continua fase transitoria, rischia di essere male interpretata, e sotto più aspetti. Si addensano, così, pericoli di ritorno indietro di diversa e anche contrapposta natura. C’è chi spinge verso la riduzione ulteriore delle competenze delle assemblee, e soprattutto del loro ruolo, affermando una visione della politica tutta a ridosso di una gestione tecnica e fondata sulla delega “ad uno”. Ma c’è anche chi, dalle angustie e dalle difficoltà di questa sperimentazione, ripropone il vecchio e sicuro sistema che vedeva le assemblee elettive comunali direttamente impegnate nella gestione dell’amministrazione.
Non c’è dubbio che, nel corso dell’esperienza di questi ultimi anni, il sistema concepito dalla Legge sulla elezione diretta del sindaco, ha manifestato in più punti alcuni forti tensioni dovute prevalentemente alle difficoltà di assimilare i nuovi rapporti istituzionali da parte di diversi protagonisti: partiti politici e assemblee elettive, giunte, sindaci. Se, in alcuni casi, i conflitti sono letteralmente esplosi, in generale, deve dirsi che le difficoltà sono state vissute con uno stato di sofferenza solo in parte prevedibile. Ciò ha riguardato anzitutto la funzione dei partiti e, in essa, dei loro singoli esponenti nelle assemblee elettive. Così i Consigli sono diventati uno strumento avanzato per sopprimere la partecipazione e la rappresentanza politica e, pertanto, i compiti fondamentali di un consesso democratico. Ecco perché, di fronte a noi, sta la necessità di fare decisamente un passo in avanti in direzione della valorizzazione delle assemblee elettive comunali e locali. Forti Consigli comunali aiutano tutto il processo democratico ed evitano una cattiva riduzione della complessità sociale e politica. Forti Consigli comunali spingono a migliorare il sistema politico- istituzionale, indubbiamente da alcuni anni preoccupato di affrontare il tema della stabilità delle istituzioni di governo. Se questa stabilità forse può dirsi raggiunta nei Comuni, ad altro è ora necessario porre mano: alla qualità delle nostre assemblee elettive e delle giunte, al corretto rapporto di dialogo e relazione tra organi, al vanto dei compiti di rappresentanza politica in funzione del rafforzamento della democrazia decidente e dell’eventuale futura alternanza. Come? Con cittadini che non danno ascolto a certi vacui discorsi populistici ma che siano disposti ad essere curiosi e critici della cosa pubblica; con un successivo sforzo comune per adeguare Statuti e regolamenti ormai superati.