Giuseppe D'Oria

NON HA MOLTA IMPORTANZA CHI PARLA O CHI SCRIVE, SE TUTTI LO POSSIAMO SMASCHERARE."I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA HANNO AL LORO ATTIVO UN GRAN BENE, MA IL VOLUME DEL MALE CHE HANNO ROVESCIATO SULLE VARIE COMUNITA' UMANE DEVE ANCORA ESSERE PESATO".

Chi sono

Utente: giusedoria
Nome: GIUSEPPE D'ORIA
Ho insegnato discipline giuridiche ed economiche negli Istituti superiori e sono andato in pensione nel 2003 con più di trentacinque anni di servizio, compresi i quattro universitari. Non ho voluto rimanere sino al quarantesimo anno, sia per non trovarmi nella condizione di essere sbattuto fuori, sia per portare dentro di me il conforto di aver avuto la forza di lasciare la scena quando essa era ancora illuminata. Ora non guardo più il mondo con occhi vergini. Lo vedo inquadrato in una immensa varietà di costumi, istituzioni, modi pensare che mi spingono a rivisitare la storia del mio adattamento ai modelli e agli esempi offerti dalla tradizione della comunità in cui vivo. Anche per questo, ragionando e scrivendo, mi sforzo di analizzare fatti importanti che complicano la nostra vita. Se trovate nelle note qualche ostentazione di erudizione, lapidatemi. Oppure ditemi, ciò che potrebbe farmi anche più dispiacere, che sono diventato vecchio. Faccio il possibile perchè non me lo diciate e perchè facciate buon viso a quanto esprimo.

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venerdì, 23 ottobre 2009

CONSIGLI COMUNALI

 

Avere Consigli comunali fortemente rappresentativi vuol dire assicurare lo svolgersi di una politica per la rigenerazione del tessuto democratico. La forza di una istituzione, infatti, non è data dalla quantità di atti e documenti di cui deve occuparsi ove, anzi, l’eccesso delle funzioni ne potrebbe debilitare il valore, ma dalla competenza di dare compimento ad una vera e propria missione che si regga sulla qualità delle decisioni. L’esperienza di questi anni con le sperimentazioni dell’innovazione istituzionale in continua fase transitoria, rischia di essere male interpretata, e sotto più aspetti. Si addensano, così, pericoli di ritorno indietro di diversa e anche contrapposta natura. C’è chi spinge verso la riduzione ulteriore delle competenze delle assemblee, e soprattutto del loro ruolo, affermando una visione della politica tutta a ridosso di una gestione tecnica e fondata sulla delega “ad uno”. Ma c’è anche chi, dalle angustie e dalle difficoltà di questa sperimentazione, ripropone il vecchio e sicuro sistema che vedeva le assemblee elettive comunali direttamente impegnate nella gestione dell’amministrazione.

Non c’è dubbio che, nel corso dell’esperienza di questi ultimi anni, il sistema concepito dalla Legge sulla elezione diretta del sindaco, ha manifestato in più punti alcuni forti tensioni dovute prevalentemente alle difficoltà di assimilare i nuovi rapporti istituzionali da parte di diversi protagonisti: partiti politici e assemblee elettive, giunte, sindaci. Se, in alcuni casi, i conflitti sono letteralmente esplosi, in generale, deve dirsi che le difficoltà sono state vissute con uno stato di sofferenza solo in parte prevedibile. Ciò ha riguardato anzitutto la funzione dei partiti e, in essa, dei loro singoli esponenti nelle assemblee elettive. Così i Consigli sono diventati uno strumento avanzato per sopprimere la partecipazione e la rappresentanza politica e,  pertanto, i compiti fondamentali di un consesso democratico. Ecco  perché, di fronte a noi, sta la necessità di fare decisamente un passo in avanti in direzione della valorizzazione delle assemblee elettive comunali e locali. Forti Consigli comunali aiutano tutto il processo democratico ed evitano una cattiva riduzione della complessità sociale e politica. Forti Consigli comunali spingono a migliorare il sistema politico- istituzionale, indubbiamente da alcuni anni preoccupato di affrontare il tema della stabilità delle istituzioni di governo. Se questa stabilità forse può dirsi raggiunta nei Comuni, ad altro è ora necessario porre mano: alla qualità delle nostre assemblee elettive e delle giunte, al corretto rapporto di dialogo e relazione tra organi, al vanto dei compiti di rappresentanza politica in funzione del rafforzamento della democrazia decidente e dell’eventuale futura alternanza. Come? Con cittadini che non danno ascolto a certi vacui discorsi populistici ma che siano disposti ad essere curiosi e critici della cosa pubblica; con un successivo sforzo comune per adeguare Statuti e regolamenti ormai superati.

postato da: giusedoria alle ore 11:32 | link | commenti
categorie: consigli comunali