Giuseppe D'Oria

NON HA MOLTA IMPORTANZA CHI PARLA O CHI SCRIVE, SE TUTTI LO POSSIAMO SMASCHERARE."I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA HANNO AL LORO ATTIVO UN GRAN BENE, MA IL VOLUME DEL MALE CHE HANNO ROVESCIATO SULLE VARIE COMUNITA' UMANE DEVE ANCORA ESSERE PESATO".

Chi sono

Utente: giusedoria
Nome: GIUSEPPE D'ORIA
Ho insegnato discipline giuridiche ed economiche negli Istituti superiori e sono andato in pensione nel 2003 con più di trentacinque anni di servizio, compresi i quattro universitari. Non ho voluto rimanere sino al quarantesimo anno, sia per non trovarmi nella condizione di essere sbattuto fuori, sia per portare dentro di me il conforto di aver avuto la forza di lasciare la scena quando essa era ancora illuminata. Ora non guardo più il mondo con occhi vergini. Lo vedo inquadrato in una immensa varietà di costumi, istituzioni, modi pensare che mi spingono a rivisitare la storia del mio adattamento ai modelli e agli esempi offerti dalla tradizione della comunità in cui vivo. Anche per questo, ragionando e scrivendo, mi sforzo di analizzare fatti importanti che complicano la nostra vita. Se trovate nelle note qualche ostentazione di erudizione, lapidatemi. Oppure ditemi, ciò che potrebbe farmi anche più dispiacere, che sono diventato vecchio. Faccio il possibile perchè non me lo diciate e perchè facciate buon viso a quanto esprimo.

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mercoledì, 13 maggio 2009

LA MAGGIORANZA CONTRARIA

mappa centrali nucleari

L'atomo non scalda gli italiani
la maggioranza resta contraria.

Un sondaggio Eurispes rivela che il 45,75% della popolazione non vuole il ritorno del nucleare: "Pericoloso e non risolve".
Il Rapporto Eurispes ha sondato poi anche la percezione degli italiani sulle problematiche ambientali in generale. Stando alle risposte fornite dal campione intervistato, l'emergenza numero 1 è quella dei rifiuti, con il 30,8% delle segnalazioni. Le preoccupazioni immediatamente successive sono quelle legate al riscaldamento globale (24,8%), l'inquinamento atmosferico (19,9%) e questione energetica (16,4%).

Con il sostegno del presidente Sarkozy - denuncia Greenpeace - Edf, la società che gestisce tutti i reattori nucleari in Francia, sta aggressivamente promuovendo la tecnologia nucleare in tutto il mondo. Tuttavia, la proliferazione delle centrali nucleari significa minore trasparenza nel dibattito energetico".
Intervistato dal quotidiano britannico Guardian, Jadot, che nel frattempo è passato alla politica candidandosi alle prossime elezioni europee nelle file dei Verdi, ha detto di non aver mai sospettato di essere spiato. "E' scioccante che un'azienda statale si sia avvalsa di ex agenti dei servizi segreti per spiare un gruppo ambientalista - ha detto - ma dubito che abbia potuto fare tutto un solo hacker".

Penso che sia oramai tempo di sdrammatizzare l'entità del problema ed il conseguente clima che si sta creando nuovamente, ricordando, a tal proposito, che la Cassazione a sezioni unite da tempo ha affermato che il bene della salute deve essere assicurato all'uomo incondizionatamente come uno ed anzi il primo dei diritti fondamentali anche nei confronti dell'Autorità Pubblica, cui è negato il potere di disporre di esso. Da ciò deriva che nel settore dei diritti primari - come quello dell'ambiente - l'intervento del giudice potrà anche determinare una contrapposizione al potere della Pubblica Amministrazione, senza che ciò debba necessariamente essere inteso come patologia del sistema e non piuttosto fisiologico all'impianto costituzionale. Non si tratta di mettere in discussione il ruolo della politica sulle scelte e sugli indirizzi fondamentali dell'economia e della produzione che sono e debbono restare di competenza dell'Esecutivo; ma resta la necessità ineludibile che tali scelte risultino conformi ai principi fondamentali ed insuperabili della Costituzione.

lunedì, 06 aprile 2009

GUAI SU GUAI

 

 Come se non bastassero  i tanti problemi che ci assillano, anche i terremoti si accaniscono contro di noi con tanta povera gente direttamente interessata da decine di morti e migliaia di sfollati. Anche se terremoti si verificano ogni giorno sulla Terra e la maggior parte causa poco o nessun danno, quest’ultimo accaduto in Abruzzo, purtroppo ha mietuto vittime e provocato ingenti danni. Le difficoltà conosciute, anche se non direttamente sperimentate da molti di noi, consapevolmente o meno, ci fanno pensare con senso di umana solidarietà a quelle genti ma anche a stabilire le terapie più efficaci e rapide per i mali ecologici e ai criteri di “salute” per sviluppare una puntuale patologia degli ecosistemi. Compito che dovrebbe essere di ogni uomo responsabile.

Sembra che un atteggiamento non sano nei confronti della natura e una politica, spesso dissennata,  si mettano assieme per fare di tutto perché il nostro cosmos si trasformi, al più presto, in caos. Gli shock che si stanno subendo, sia interni che esterni, non sono certo destinati, come accade in economia, a rientrare nel breve periodo, ragione per la quale, se non cominciamo seriamente a darci una mossa pensando al nostro futuro, aggiungeremo guai su guai. Se non ci vogliamo rendere conto ed acquisire consapevolezza che i problemi non sono più di natura congiunturale, ma strutturale, che vale cioè per il futuro, allora correremo il rischio di restare  a terra senza aver riflettuto su difficoltà serie con le quali ci dovremo confrontare. Ci vogliono subito scelte determinate e coraggiose ma senza invocare, come pure sta accadendo, reazioni autoritarie che rappresentano, a mio parere, una maschera che cela una frustrazione, irritazione profonda, insicurezza di base di consapevole o inconsapevole rivalità. Si vuole cioè dominare gli altri con la forza della propria posizione, piuttosto che dominare se stessi. Diventa così  più facile attuare l’aspetto più immediato e spettacolare dell’autorità, con un comando ed una sanzione, senza un vero ascendente che si basa, o dovrebbe basarsi, al contrario, sulla forza morale che produce il vero consenso o la dovuta comprensione. L’ansietà e l’insicurezza potrebbero condurre, sul mondo circostante, a prendere atteggiamenti apertamente aggressivi che non rientrerebbero più nello sviluppo e nelle reazioni dell’essere umano. Non dobbiamo quindi sminuire l’importanza delle cause economiche, del nutrimento, della lotta per la vita, economica e personale ed usare bene questo tempo per reagire, per incidere su elementi di collaborazione, di partecipazione, di integrazione di una persona con le altre per maturare il senso della responsabilità e della solidarietà, specialmente nella cattiva sorte, per non restare bloccati in una posizione che difficilmente si svilupperà domani.

sabato, 10 gennaio 2009

COSCIENZA ECOLOGICA

                                                

Si comincia finalmente a percepire oggi che non basta più occuparsi dell’esistenza umana nel quadro sociale e in quello economico e che è necessario anche occuparsi dell’uomo nel suo ambiente. Ma troppa cosiddetta ecologia umana si sta limitando ad una sorta di sociologia. Diventa necessario, e mi auguro che lo si comprenda più chiaramente in molti altri settori, curare la intera società nella realtà totale dell’ambiente. L’egoismo cieco di chi non percepisce l’istanza di solidarietà che oggi non sorge più dalla singola sensibilità della coscienza ma da una tragica realtà naturale che ci coinvolge tutti e le punizioni di una natura che si vendica di intollerabili oppressioni, deve per forza di cose far cambiare il quadro delle realtà ecologiche condotte per vie che appaiono ancor più difficili da percorrere di tutte quelle indicate e tentate nel passato. Cioè una nuova filosofia dell’ambiente dal punto di vista non più di ciò che l’uomo impone ad esso, ma dei conti che l’ambiente sta imponendo all’uomo, il quale deve mutare di conseguenza le sue posizioni e le abituali prospettive sul mondo che lo circonda.  Si fanno strada, in qualche paese avanzato, pratiche di risparmio e di riciclo, e comincia ad aumentare, in particolare, la consapevolezza di tutta una cultura della parsimonia, dettata pure dalla necessità economica, che molte associazioni, leghe, fondazioni, circoli e confraternite, diffondono fra i loro seguaci. Vi sono molti esempi di stratagemmi e consigli grazie ai quali uomini e donne di buona volontà, fra le mura domestiche, come negli uffici o nelle associazioni di quartiere, agiscono per riciclare l’uso di carta stagnola, recipienti di latta, bottiglie di vetro, involucri di plastica, carta, in un mondo in cui le risorse diminuiscono e si comincia a riscoprire la grande miniera dimenticata del risparmio. Insomma la nostra sopravvivenza dipende dalla capacità di prevedere i processi ecologici, per non lamentarci poi nel momento in cui diventiamo destinatari dei capricci dell’ambiente, su cui non sapremmo avanzare ipotesi e suggerire “leggi”. Basta dunque con le grette e malintese tutele nazionali difese con rapace egoismo a difesa privilegiata di alcuni settori minoritari della collettività e preoccupiamoci di assicurare un benessere sociale che  presuppone, però, trasformazioni psicologiche, senza le quali non si può sperare in un migliore equilibrio distributivo, né in una migliore amministrazione delle tanto devastate risorse naturali.