L'atomo non scalda gli italiani
la maggioranza resta contraria.
Con il sostegno del presidente Sarkozy - denuncia Greenpeace - Edf, la società che gestisce tutti i reattori nucleari in Francia, sta aggressivamente promuovendo la tecnologia nucleare in tutto il mondo. Tuttavia, la proliferazione delle centrali nucleari significa minore trasparenza nel dibattito energetico".
Intervistato dal quotidiano britannico Guardian, Jadot, che nel frattempo è passato alla politica candidandosi alle prossime elezioni europee nelle file dei Verdi, ha detto di non aver mai sospettato di essere spiato. "E' scioccante che un'azienda statale si sia avvalsa di ex agenti dei servizi segreti per spiare un gruppo ambientalista - ha detto - ma dubito che abbia potuto fare tutto un solo hacker".
Penso che sia oramai tempo di sdrammatizzare l'entità del problema ed il conseguente clima che si sta creando nuovamente, ricordando, a tal proposito, che la Cassazione a sezioni unite da tempo ha affermato che il bene della salute deve essere assicurato all'uomo incondizionatamente come uno ed anzi il primo dei diritti fondamentali anche nei confronti dell'Autorità Pubblica, cui è negato il potere di disporre di esso. Da ciò deriva che nel settore dei diritti primari - come quello dell'ambiente - l'intervento del giudice potrà anche determinare una contrapposizione al potere della Pubblica Amministrazione, senza che ciò debba necessariamente essere inteso come patologia del sistema e non piuttosto fisiologico all'impianto costituzionale. Non si tratta di mettere in discussione il ruolo della politica sulle scelte e sugli indirizzi fondamentali dell'economia e della produzione che sono e debbono restare di competenza dell'Esecutivo; ma resta la necessità ineludibile che tali scelte risultino conformi ai principi fondamentali ed insuperabili della Costituzione.
Come se non bastassero i tanti problemi che ci assillano, anche i terremoti si accaniscono contro di noi con tanta povera gente direttamente interessata da decine di morti e migliaia di sfollati. Anche se terremoti si verificano ogni giorno sulla Terra e la maggior parte causa poco o nessun danno, quest’ultimo accaduto in Abruzzo, purtroppo ha mietuto vittime e provocato ingenti danni. Le difficoltà conosciute, anche se non direttamente sperimentate da molti di noi, consapevolmente o meno, ci fanno pensare con senso di umana solidarietà a quelle genti ma anche a stabilire le terapie più efficaci e rapide per i mali ecologici e ai criteri di “salute” per sviluppare una puntuale patologia degli ecosistemi. Compito che dovrebbe essere di ogni uomo responsabile.
Sembra che un atteggiamento non sano nei confronti della natura e una politica, spesso dissennata, si mettano assieme per fare di tutto perché il nostro cosmos si trasformi, al più presto, in caos. Gli shock che si stanno subendo, sia interni che esterni, non sono certo destinati, come accade in economia, a rientrare nel breve periodo, ragione per la quale, se non cominciamo seriamente a darci una mossa pensando al nostro futuro, aggiungeremo guai su guai. Se non ci vogliamo rendere conto ed acquisire consapevolezza che i problemi non sono più di natura congiunturale, ma strutturale, che vale cioè per il futuro, allora correremo il rischio di restare a terra senza aver riflettuto su difficoltà serie con le quali ci dovremo confrontare. Ci vogliono subito scelte determinate e coraggiose ma senza invocare, come pure sta accadendo, reazioni autoritarie che rappresentano, a mio parere, una maschera che cela una frustrazione, irritazione profonda, insicurezza di base di consapevole o inconsapevole rivalità. Si vuole cioè dominare gli altri con la forza della propria posizione, piuttosto che dominare se stessi. Diventa così più facile attuare l’aspetto più immediato e spettacolare dell’autorità, con un comando ed una sanzione, senza un vero ascendente che si basa, o dovrebbe basarsi, al contrario, sulla forza morale che produce il vero consenso o la dovuta comprensione. L’ansietà e l’insicurezza potrebbero condurre, sul mondo circostante, a prendere atteggiamenti apertamente aggressivi che non rientrerebbero più nello sviluppo e nelle reazioni dell’essere umano. Non dobbiamo quindi sminuire l’importanza delle cause economiche, del nutrimento, della lotta per la vita, economica e personale ed usare bene questo tempo per reagire, per incidere su elementi di collaborazione, di partecipazione, di integrazione di una persona con le altre per maturare il senso della responsabilità e della solidarietà, specialmente nella cattiva sorte, per non restare bloccati in una posizione che difficilmente si svilupperà domani.
Si comincia finalmente a percepire oggi che non basta più occuparsi dell’esistenza umana nel quadro sociale e in quello economico e che è necessario anche occuparsi dell’uomo nel suo ambiente. Ma troppa cosiddetta ecologia umana si sta limitando ad una sorta di sociologia. Diventa necessario, e mi auguro che lo si comprenda più chiaramente in molti altri settori, curare la intera società nella realtà totale dell’ambiente. L’egoismo cieco di chi non percepisce l’istanza di solidarietà che oggi non sorge più dalla singola sensibilità della coscienza ma da una tragica realtà naturale che ci coinvolge tutti e le punizioni di una natura che si vendica di intollerabili oppressioni, deve per forza di cose far cambiare il quadro delle realtà ecologiche condotte per vie che appaiono ancor più difficili da percorrere di tutte quelle indicate e tentate nel passato. Cioè una nuova filosofia dell’ambiente dal punto di vista non più di ciò che l’uomo impone ad esso, ma dei conti che l’ambiente sta imponendo all’uomo, il quale deve mutare di conseguenza le sue posizioni e le abituali prospettive sul mondo che lo circonda. Si fanno strada, in qualche paese avanzato, pratiche di risparmio e di riciclo, e comincia ad aumentare, in particolare, la consapevolezza di tutta una cultura della parsimonia, dettata pure dalla necessità economica, che molte associazioni, leghe, fondazioni, circoli e confraternite, diffondono fra i loro seguaci. Vi sono molti esempi di stratagemmi e consigli grazie ai quali uomini e donne di buona volontà, fra le mura domestiche, come negli uffici o nelle associazioni di quartiere, agiscono per riciclare l’uso di carta stagnola, recipienti di latta, bottiglie di vetro, involucri di plastica, carta, in un mondo in cui le risorse diminuiscono e si comincia a riscoprire la grande miniera dimenticata del risparmio. Insomma la nostra sopravvivenza dipende dalla capacità di prevedere i processi ecologici, per non lamentarci poi nel momento in cui diventiamo destinatari dei capricci dell’ambiente, su cui non sapremmo avanzare ipotesi e suggerire “leggi”. Basta dunque con le grette e malintese tutele nazionali difese con rapace egoismo a difesa privilegiata di alcuni settori minoritari della collettività e preoccupiamoci di assicurare un benessere sociale che presuppone, però, trasformazioni psicologiche, senza le quali non si può sperare in un migliore equilibrio distributivo, né in una migliore amministrazione delle tanto devastate risorse naturali.