Giuseppe D'Oria

NON HA MOLTA IMPORTANZA CHI PARLA O CHI SCRIVE, SE TUTTI LO POSSIAMO SMASCHERARE."I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA HANNO AL LORO ATTIVO UN GRAN BENE, MA IL VOLUME DEL MALE CHE HANNO ROVESCIATO SULLE VARIE COMUNITA' UMANE DEVE ANCORA ESSERE PESATO".

Chi sono

Utente: giusedoria
Nome: GIUSEPPE D'ORIA
Ho insegnato discipline giuridiche ed economiche negli Istituti superiori e sono andato in pensione nel 2003 con più di trentacinque anni di servizio, compresi i quattro universitari. Non ho voluto rimanere sino al quarantesimo anno, sia per non trovarmi nella condizione di essere sbattuto fuori, sia per portare dentro di me il conforto di aver avuto la forza di lasciare la scena quando essa era ancora illuminata. Ora non guardo più il mondo con occhi vergini. Lo vedo inquadrato in una immensa varietà di costumi, istituzioni, modi pensare che mi spingono a rivisitare la storia del mio adattamento ai modelli e agli esempi offerti dalla tradizione della comunità in cui vivo. Anche per questo, ragionando e scrivendo, mi sforzo di analizzare fatti importanti che complicano la nostra vita. Se trovate nelle note qualche ostentazione di erudizione, lapidatemi. Oppure ditemi, ciò che potrebbe farmi anche più dispiacere, che sono diventato vecchio. Faccio il possibile perchè non me lo diciate e perchè facciate buon viso a quanto esprimo.

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venerdì, 26 settembre 2008

FORMAZIONE PERMANENTE

                       

 Con progetti, fondi e obiettivi  la Commissione europea ha sollecitato gli Stati membri - dopo che il Parlamento e Consiglio EU hanno adottato la Raccomandazione della Commissione relativa al Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l’apprendimento permanente (European Qualifications Framework = EQF) - a investire nel capitale umano per concorrere a realizzare la società delle conoscenze e competere nell’economia mondiale.  Il Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli è uno schema di riferimento che consente di confrontare le qualifiche ed i titoli di studio esistenti in Europa. Esso inoltre, persegue il doppio obiettivo di promuovere la mobilità tra i paesi e facilitare l’apprendimento permanente lungo tutto l’arco della vita. L’EQF è basato su otto livelli di riferimento delle qualifiche, da un livello di base ad uno avanzato. La raccomandazione fissa al 2010 l’obiettivo di raggiungere una correlazione tra il Quadro Europeo per le Qualifiche ed i sistemi di qualifiche in vigore nei vari Paesi. A partire dal 2012, invece, titoli e diplomi nazionali dovranno menzionare il corrispondente riferimento EQF. Parallelamente all’adozione del Quadro Europeo per le Qualifiche procede l’adozione del Sistema europeo per i crediti per l’istruzione e la formazione professionale, essendo quest’ultimo incluso nella strategia del primo. A pochi giorni di distanza dalla adozione della raccomandazione dell’EQF è stata infatti presentata dalla Commissione la proposta di raccomandazione Ecvet: ( Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale) un sistema che non ambisce ad armonizzare le qualifiche ed i sistemi di istruzione e di formazione professionale, ma che ha l’obiettivo di accrescere la comparabilità e compatibilità dei risultati. E’ importante sottolineare che la raccomandazione impegnerebbe gli Stati membri ad utilizzare il Sistema Ecvet su base volontaria.

Per approfondimenti su Ecvet consultare il sito dell’Unione Europea:

 http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2008:111:0001:0007:IT:PDF

 

Da questa impostazione sembra possano derivare le due concezioni estreme del mondo moderno: quella che trasforma la tecnica nel più grande strumento di liberazione dell’uomo dalle sue necessità elementari e quella che vede, nella tecnica, nella specializzazione, lo strumento della perdita della propria interiorità.  Il mondo si trasforma e si rinnova se l’uomo si inserisce in esso come forza intelligente e creativa, compenetrando del pensiero l’azione, impegnandosi nella collaborazione. E l’impegno umano, per essere razionale, quindi produttivo, richiede di essere illuminato e guidato dalla scienza, disciplinato dalla tecnica, reso creativo dall’arte. Ma sappiamo anche che un sistema di relazioni è entrato in crisi ed obbliga a ripensare il nostro modo di collocarci nel mondo della vita. Pertanto il modo di progettare per attivare le condizioni idonee a garantire equilibri plausibili e durevoli, pure va cambiato con un trattamento a più mani, in un gioco di rimandi e di verifiche, in un incrociarsi e combinarsi di ottiche molteplici attraverso cui la conoscenza diviene cultura per trarre vantaggio in termini di chiarezza, di arricchimento, di identità che debbono entrare nella dialettica dei confronti. Pure perché i termini nei quali la politica viene pensata, in tutti i Paesi occidentali, provengono da tradizioni particolari, ma vi si ritrovano le medesime dottrine e i medesimi complessi ideologici, anche se i casi e i fondamenti filosofici non sono gli stessi; ma adesso sembra che nella gerarchia del prestigio, molto meno che in quella del denaro, non siamo più rivoluzionari per poter correggere, se necessario, un apparato che potremmo definire “ neo-sistema tecnico”. Viviamo in un certo tipo di società e niente ci impedisce di prefigurare un nuovo modello migliore rispetto all’attuale, ma ciò dice pure che non si cambia solo con nuove strutture, quanto piuttosto cambiando le relazioni interpersonali con il criterio ultimo del “bene comune” da intendersi, tuttavia, non in modo statico ed empirico ma in forma dinamica, e cioè come l’insieme di tutte quelle condizioni che assicurano il massimo sviluppo possibile della personalità di tutti i cittadini.