FERNANDO MAGLIO mi ha trasmesso una nota significativa su “curiosità della metà del secolo scorso “ – che, dopo averla gradita, pubblico con un mio modesto e laconico commento - riguardante una delibera sul servizio notturno delle farmacie del tempo.
Si pone in risalto un plebiscito popolare e democratico che vince sulla “ratio” della Legge.
La domanda che mi pongo è: come allora si esercita il potere e quanto il potere è esercitato?
Una cosa è certa: tutti i problemi politici sono problemi istituzionali, problemi di struttura legale ma anche di persone ove il progresso verso una maggiore uguaglianza può essere salvaguardato soltanto mediante il controllo istituzionale del potere.
Giuseppe D’Oria
CURIOSITA’ DELL’ALTRO SECOLO
- Il plebiscito designa la farmacia notturna.
“Il pensiero del Consiglio Comunale, che è l’autentica espressione della maggioranza del Popolo Galateo, è stato chiaramente espresso nelle delibere Consiliari 18 luglio 1950 n. 56 e 22.9.1950 n. 65, alle quali mi riporto, rimanendo in attesa del preannunziato provvedimento che codesta Prefettura emanerà in proposito.
Intanto, mentre si prende atto della nota telegrafica n. 9078 Sanità con cui codesta Prefettura fissa il turno delle Farmacie, desidero far presente all’E.V. quanto appresso:
1) La delibera di Giunta Comunale 9.12.1949 n. 320, divenuta esecutiva, fu adottata con l’intervento degli assessori dissidenti.
2) Il Sindaco, come rilevasi dalla Delibera Consiliare 18 luglio 1950 n. 56 ebbe a richiamare il Consiglio sulle decisioni adottate, pronunziando le seguenti parole, “ a questo punto il Sindaco fa presente al Consiglio che il servizio farmaceutico notturno, quando è istituito deve essere a turno da tutti i farmacisti. L’Amministrazione, in tanto, può affidarlo ad un unico farmacista, in quanto, gli altri abbiano chiesto di essere esonerati. Se tutti i farmacisti si obbligano di farlo attenendosi alle norme di legge in vigore ed assicurando per tutte le 24 ore, la presenza in farmacia di apposito farmacista, egli (Sindaco ndr) ritiene, a suo parere, che il Comune non possa affidare, sempre alla stessa farmacia, il servizio farmaceutico notturno. Alle osservazioni del Sindaco si oppongono tutti i Consiglieri ai quali si aggiungono i numerosi cittadini presenti nell’aula, che, avendo seguito con vivo interesse la discussione, chiedono che il servizio in oggetto sia assolutamente affidato ad unico farmacista, ragione per cui il Consiglio conferma ancora all’unanimità le sue decisioni contenute nelle lettere A), B) C) ed E) della presente delibera”. Le motivazioni del Sindaco pro tempore.
(Cristo o Barabba? Il plebiscito contro la ragione della Legge. Ndr).
Eravamo a meta luglio 1950. Sembra lontano dalle prassi politiche ed amministrative?
Fernando Maglio