Giuseppe D'Oria

NON HA MOLTA IMPORTANZA CHI PARLA O CHI SCRIVE, SE TUTTI LO POSSIAMO SMASCHERARE."I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA HANNO AL LORO ATTIVO UN GRAN BENE, MA IL VOLUME DEL MALE CHE HANNO ROVESCIATO SULLE VARIE COMUNITA' UMANE DEVE ANCORA ESSERE PESATO".

Chi sono

Utente: giusedoria
Nome: GIUSEPPE D'ORIA
Ho insegnato discipline giuridiche ed economiche negli Istituti superiori e sono andato in pensione nel 2003 con più di trentacinque anni di servizio, compresi i quattro universitari. Non ho voluto rimanere sino al quarantesimo anno, sia per non trovarmi nella condizione di essere sbattuto fuori, sia per portare dentro di me il conforto di aver avuto la forza di lasciare la scena quando essa era ancora illuminata. Ora non guardo più il mondo con occhi vergini. Lo vedo inquadrato in una immensa varietà di costumi, istituzioni, modi pensare che mi spingono a rivisitare la storia del mio adattamento ai modelli e agli esempi offerti dalla tradizione della comunità in cui vivo. Anche per questo, ragionando e scrivendo, mi sforzo di analizzare fatti importanti che complicano la nostra vita. Se trovate nelle note qualche ostentazione di erudizione, lapidatemi. Oppure ditemi, ciò che potrebbe farmi anche più dispiacere, che sono diventato vecchio. Faccio il possibile perchè non me lo diciate e perchè facciate buon viso a quanto esprimo.

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lunedì, 06 luglio 2009

CURIOSITA' DELL'ALTRO SECOLO

FERNANDO MAGLIO  mi ha trasmesso una nota significativa su “curiosità della metà del secolo scorso “ – che, dopo averla gradita, pubblico con un mio modesto e laconico commento -  riguardante una delibera sul servizio notturno delle farmacie del tempo.

Si pone in risalto un plebiscito popolare e democratico che vince sulla “ratio” della Legge.

La domanda che mi pongo è: come allora si esercita il potere e quanto il potere è esercitato?

Una cosa è certa: tutti i problemi politici sono problemi istituzionali, problemi di struttura legale ma anche di persone ove il progresso verso una maggiore uguaglianza può essere salvaguardato soltanto mediante il controllo istituzionale del potere.

Giuseppe  D’Oria

 

CURIOSITA’ DELL’ALTRO SECOLO

 

- Il plebiscito designa la farmacia notturna.

“Il pensiero del Consiglio Comunale, che è l’autentica espressione della maggioranza del Popolo Galateo, è stato chiaramente espresso nelle delibere Consiliari  18 luglio 1950 n. 56 e 22.9.1950 n. 65, alle quali mi riporto, rimanendo in attesa del preannunziato provvedimento che codesta Prefettura emanerà in proposito.

Intanto, mentre si prende atto della nota telegrafica n. 9078 Sanità con cui codesta Prefettura fissa il turno delle Farmacie, desidero far presente all’E.V. quanto appresso:

1) La delibera di Giunta Comunale 9.12.1949 n. 320, divenuta esecutiva, fu adottata con l’intervento degli assessori dissidenti.

2) Il Sindaco, come rilevasi dalla Delibera Consiliare 18 luglio 1950 n. 56 ebbe a richiamare il Consiglio sulle decisioni adottate, pronunziando le seguenti parole, “ a questo punto il Sindaco fa presente al Consiglio che il servizio farmaceutico notturno, quando è istituito deve essere a turno da tutti i farmacisti. L’Amministrazione, in tanto, può affidarlo ad un unico farmacista, in quanto, gli altri abbiano chiesto di essere esonerati. Se  tutti i farmacisti si obbligano di farlo attenendosi alle norme di legge in vigore ed assicurando per tutte le 24 ore, la presenza in farmacia di apposito farmacista, egli (Sindaco ndr) ritiene,  a suo parere, che il Comune  non possa affidare, sempre alla stessa farmacia, il servizio farmaceutico notturno. Alle osservazioni del Sindaco si oppongono tutti i Consiglieri ai quali si aggiungono i numerosi cittadini presenti nell’aula, che, avendo seguito con vivo interesse la discussione, chiedono che il servizio in oggetto sia assolutamente affidato ad unico farmacista, ragione per cui il Consiglio conferma ancora all’unanimità le sue decisioni contenute nelle lettere A), B) C) ed E) della presente delibera”. Le motivazioni del Sindaco pro tempore.

(Cristo o Barabba? Il plebiscito contro la ragione della Legge. Ndr).

 

Eravamo  a meta luglio 1950. Sembra lontano dalle prassi politiche ed amministrative?

Fernando Maglio