Il presidente americano Harry Truman usava dire che il sogno della sua vita era quello di avere come consigliere un “economista monco”. Voleva dire che gli economisti che conosceva non gli davano mai una risposta chiara. Se si chiedeva, ad esempio, come il Governo doveva controllare i prezzi degli affitti delle case, questi rispondevano: “ da una parte (in inglese on the one hand, “da una mano”) i controlli sugli affitti sono utili per le ragioni A, B, C; dall’altra parte (on the other hand, “dall’altra mano”) sono dannosi per le ragioni D, E, F. Allora, ragionava bonariamente Truman, se io domandassi qualche cosa a un economista senza un braccio, questo non potrebbe più dire: “ da una mano” e “dall’altra mano”.
Oggi Obama, moderno presidente, sostiene: “ So benissimo che l’America ha le sue responsabilità per il caos in cui ci dibattiamo: Ma so anche che la scelta non è tra un capitalismo caotico e spietato, da un lato, e un’economia statale oppressiva, dall’altro. Questa è una falsa alternativa che non produrrà alcun beneficio per il nostro Paese, né per gli altri”.
La moderna moneta cartacea, supplisce ai limiti della moneta merce ma richiede o no un quadro istituzionale, un sistema monetario, entro cui si dettano le regole del gioco? Dovrebbe essere l’Ordinamento che stabilisce i tipi di moneta ammessi a circolare in un paese in base a precise normative e a opportuni controlli, normalmente uniformati al criterio di interesse generale di funzionamento del sistema economico, oppure no? Lo Stato si pone o no quindi il problema di far osservare tali regole correlate a sistemi monetari che dovrebbero corrispondere al grado di sviluppo dei sistemi politici e del sistema bancario?
Dal 1° al 22 luglio